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"Modello 231": modello di organizzazione, gestione e controllo

Servizi > Organizzazione aziendale

Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001 n. 231, recentemente novellato dal Decreto Legislativo 231/2007, ha introdotto la disciplina della responsabilità per illeciti amministrativi dipendenti da reato ascrivibili agli enti, oramai divenuta obbligatoria, introdotta nel nostro ordinamento per armonizzarsi al diritto comunitario, ha creato un apparato a garanzia della "legalità aziendale".

I soggetti destinatari di questo impianto normativo sono le persone giuridiche private, le società di persone e le società di capitali, gli enti pubblici economici, le associazioni non riconosciute ed i comitati, con la sola esclusione dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli enti pubblici non economici, nonché degli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale.
Il D.Lgs. 231/2001 prevede che l' ente/società sia
responsabile per quei reati commessi, a vantaggio o nell'interesse dello stesso, da parte:

  • dei soggetti posti in posizione apicale, cioè dei legali rappresentanti, amministratori o dirigenti centrali o a capo di unità organizzative dotate di autonomia finanziaria e funzionale, compresi coloro che esercitano, anche di fatto, poteri di gestione e di controllo;
  • dei soggetti sottoposti alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti in posizione apicale, qualora la commissione del reato sia stata resa possibile dall' inosservanza degli obblighi di direzione e vigilanza.


La responsabilità dell'ente/società viene esclusa ove lo stesso abbia adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione di illeciti amministrativi dipendenti da reato, il Modello di organizzazione, gestione e controllo, il c.d.
"Modello 231", idoneo a prevenire i reati stessi.

L'
apparato sanzionatorio - affiancato anche da un sistema cautelare - contenuto nel D.Lgs. 231/2001, a carico dell'ente/società in conseguenza della commissione o tentata commissione dei reati meglio precisati dalla norma, prevede:

  • sanzioni pecuniarie applicate per quote e sequestro conservativo in sede cautelare;
  • commissariamento dell'ente/società;
  • sanzioni interdittive;
  • confisca e sequestro preventivo in sede cautelare;
  • pubblicazione della sentenza.


Di seguito Vi forniamo una descrizione meramente esemplificativa della
struttura del Modello di organizzazione, gestione e controllo:

  • Parte Generale, contenente una descrizione del quadro normativo e della realtà aziendale, la metodologia seguita per la definizione del Modello aziendale, nonché riferimenti relativi all'Organismo di Vigilanza e al Sistema Disciplinare;
  • Allegati alla suddetta Parte Generale, predisposti per le diverse tipologie di reati ed illeciti da prevenire, valutati in base alla specifica attività aziendale;
  • Parte Speciale costituita dal Codice Etico, contenente principi generali di trasparenza, correttezza e lealtà, cui deve ispirarsi lo svolgimento e la conduzione degli affari dell'ente/società;
  • Parte Speciale costituita dal Regolamento dell'Organismo di Vigilanza, volto a definire la costituzione e le competenze di un organismo interno all'azienda preposto a vigilare l'adozione, l'efficacia, il funzionamento e l'osservanza del Modello adottato.


I professionisti di StruQture sono in grado di supportare ogni tipo di Società, per tutte quelle attività necessarie per l'
adozione di uno specifico Modello di organizzazione, gestione e controllo aziendale.
Inoltre i consulenti di StruQture sono in grado di fornire un' informativa ed approfondimenti sui dettami del D.Lgs. 231/2001 e s.m.i., sia presso le aziende che presso Enti e Organizzazioni/Associazioni interessate, mediante l'organizzazione e la tenuta di
work shop e di convegni.

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